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Emergency

Perchè Emergency

Più di cento anni or sono il prof. Jigoro Kano ha immaginato il Judo come "il miglior impiego dell'energia, in amicizia e mutua prosperità". Per i nostri "primi" 35 anni di vita abbiamo pensato che avremmo potuto allargare la nostra visione del mondo che ci circonda abbinando il nostro modesto lavoro a quello di altri che si impegnano quotidianamente per portare sollievo a chi ne ha bisogno. Crediamo che il Judo debba essere portatore, non solo di tecnica e di impegno personale, ma anche un veicolo per allargare il pensiero dei praticanti, grandi o piccoli che siano, per aiutarli a riflettere e a impegnarsi per gli altri. In pratica quello che facciamo ogni giorno in palestra quando, allenandoci, contribuiamo ad allenare e a migliorare gli altri. Aiutare gli altri, quelli che soffrono, quelli che hanno bisogno, è il pensiero portante di Emergency, come potete leggere di seguito, ci è sembrato quasi naturale condividere questo modo di fare e di pensare. A Emergency va il nostro ringraziamento per averci permesso di essere loro "Supporter".

 

Emergency è un'associazione umanitaria fondata a Milano nel 1994 per portare aiuto alle vittime civili delle guerre e della povertà.

Dal 1994 a oggi, Emergency è intervenuta in 16 paesi, costruendo ospedali, centri chirurgici, centri di riabilitazione, centri pediatrici, posti di primo soccorso, centri sanitari, un centro di maternità e un centro cardiochirurgico. Su sollecitazione delle autorità locali e di altre organizzazioni, Emergency ha anche contribuito alla ristrutturazione e all'equipaggiamento di strutture sanitarie già esistenti.            
Dal 1994 i team di Emergency hanno portato aiuto a 4.543.582 persone (dati al 30 settembre 2011).

Proprio perché conosce gli effetti della guerra, sin dalla sua costituzione Emergency è impegnata nella promozione di valori di pace. Nel 1994 Emergency ha intrapreso la campagna che ha portato l'Italia a mettere al bando le mine antiuomo. Nel 2001, poco prima dell'inizio della guerra all'Afghanistan, ha chiesto ai cittadini di esprimere il proprio ripudio della guerra con uno "straccio di pace". Nel settembre 2002 ha lanciato la campagna "Fuori l'Italia dalla guerra" perché l'Italia non partecipasse alla guerra contro l'Iraq.

Con la campagna "Fermiamo la guerra, firmiamo la pace", Emergency ha promosso una raccolta di firme per la legge di iniziativa popolare "Norme per l'attuazione del principio del ripudio della guerra sancito dall'articolo 11 della Costituzione e dallo statuto dell'Onu", depositata alla Camera dei deputati nel giugno 2003.   
Nel 2008, insieme ad alcuni paesi africani, Emergency ha elaborato il
Manifesto per una medicina basata sui diritti umani per rivendicare una sanità basata sull'equità, sulla qualità e sulla responsabilità sociale.               
Nel settembre 2010 ha elaborato il documento "
Il mondo che vogliamo", per condividere le idee e i valori che ispirano il suo lavoro.               
Emergency è stata giuridicamente riconosciuta Onlus nel 1998 e Ong nel 1999.

Per sostenere gli obiettivi di Emergency su una più ampia scala internazionale, nel 2005 negli Stati Uniti si sono creati alcuni gruppi di volontari che nel 2008 si sono costituiti in associazione riconosciuta (visita Emergency Usa); nel 2007 si è costituita Emergency UK (visita Emergency UK). Tra la fine del 2010 e i primi mesi del 2011 sono nate Emergency Japan e Emergency Svizzera.

Dal 2006 Emergency è riconosciuta come Ong partner delle Nazioni Unite - Dipartimento della Pubblica Informazione.

Il pensiero di Gino Strada

Crediamo nella eguaglianza di tutti gli esseri umani a prescindere dalle opinioni, dal sesso, dalla razza, dalla appartenenza etnica, politica, religiosa, dalla loro condizione sociale ed economica.

Ripudiamo la violenza, il terrorismo e la guerra come strumenti per risolvere le contese tra gli uomini, i popoli e gli stati. Vogliamo un mondo basato sulla giustizia sociale, sulla solidarietà, sul rispetto reciproco, sul dialogo, su un'equa distribuzione delle risorse.

Vogliamo un mondo in cui i governi garantiscano l'eguaglianza di base di tutti i membri della società, il diritto a cure mediche di elevata qualità e gratuite, il diritto a una istruzione pubblica che sviluppi la persona umana e ne arricchisca le conoscenze, il diritto a una libera informazione.

Nel nostro Paese assistiamo invece, da molti anni, alla progressiva e sistematica demolizione di ogni principio di convivenza civile. Una gravissima deriva di barbarie è davanti ai nostri occhi.

In nome delle "alleanze internazionali", la classe politica italiana ha scelto la guerra e l'aggressione di altri Paesi.

In nome della "libertà", la classe politica italiana ha scelto la guerra contro i propri cittadini costruendo un sistema di privilegi, basato sull'esclusione e sulla discriminazione, un sistema di arrogante prevaricazione, di ordinaria corruzione.

In nome della "sicurezza", la classe politica italiana ha scelto la guerra contro chi è venuto in Italia per sopravvivere, incitando all'odio e al razzismo.

È questa una democrazia? Solo perché include tecniche elettorali di rappresentatività? Basta che in un Paese si voti perché lo si possa definire "democratico"?

Noi consideriamo democratico un sistema politico che lavori per il bene comune privilegiando nel proprio agire i bisogni dei meno abbienti e dei gruppi sociali più deboli, per migliorarne le condizioni di vita, perché si possa essere una società di cittadini.

È questo il mondo che vogliamo. Per noi, per tutti noi. Un mondo di eguaglianza.

 

Sponsor

Bergonzini Azienda Agricola Vivai Piante

 

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